Contro tutte le guerre
«La sofferenza è la legge degli esseri umani; la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più efficace della legge della giungla per convertire l’avversario e aprirgli le orecchie, altrimenti sorde, alla voce della ragione. Nessuno probabilmente ha redatto più petizioni o abbracciato più cause perse di me, e sono giunto a questa conclusione fondamentale: che se si vuol fare qualche cosa di veramente importante, non basta soltanto soddisfare la ragione, ma bisogna anche toccare il cuore. La ragione si appella soprattutto alla mente, ma la penetrazione del cuore è il risultato della sofferenza. Essa apre l’intelligenza interiore dell’uomo. La sofferenza, non la spada, è il distintivo della razza umana.» Gandhi
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"Fino a quando il colore della pelle, le differenze religiose e di pensiero
saranno più importanti del colore degli occhi, ci sarà sempre la guerra". Bob Marley
Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini. Hafez Haidar, scrittore libanese
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Duoala, 2005.
Sabato 10 maggio partirà "RUN4UNITY", evento internazionale promosso dai Ragazzi per l’unità del Movimento dei Focolari. I Ragazzi per l'unità correranno in tutto il mondo, secondo i fusi orari in una staffetta mondiale per dire il loro impegno a costruire l'unità fra i popoli. Il via alla manifestazione, come previsto, tocca ai ragazzi delle Isole Fiji nel Pacifico, alle 16, ora locale. Alle 17, attraverso un collegamento via internet, passeranno il testimone al successivo fuso orario. Nell’arco di 24 ore la staffetta raggiungerà località di ogni latitudine dove interverranno personaggi del mondo dello sport, della cultura, autorità civili e religiose. Concluderanno la staffetta i ragazzi di San Francisco, Vancouver, Lima, Santiago del Cile. Le manifestazioni sportive attraverseranno luoghi simbolo di pace, passeranno vicino a confini di Paesi in guerra, scenderanno nei quartieri dove si vivono forti tensioni, come in Terra Santa, correranno sulla linea dell’Equatore come nelle grandi capitali: da Manila, a Città del Capo; da Budapest a Parigi, Lisbona, Oslo; da Nairobi a Città del Messico, San Paolo, Lima, Buenos Aires, New York. Ovunque l’obiettivo è testimoniare l’impegno per costruire l’unità e la pace. Run4unity 2008 sarà anche un’occasione per dare visibilità alle centinaia di concretizzazioni del progetto “ColoriAMO la città”, promosso dai Ragazzi per l’Unità a livello locale e mondiale. Questa iniziativa, lanciata nel 2005, mira a colorare con l’amore gli “angoli grigi” delle città: ospizi, orfanotrofi, quartieri emarginati, parchi pubblici da ripulire. Gruppi di ragazzi, in accordo con le istituzioni del territorio e collegati tra loro a livello mondiale attraverso un sito web (www.teens4unity.net), sono protagonisti di una cittadinanza attiva e promotori di un futuro di pace e unità tra i popoli. Garganopress
 Hanno voluto la bicicletta per portare un messaggio di pace in tutto il Medio Oriente e adesso pedalano, dal Libano alla Palestina, passando per la Siria e la Giordania: circa 250 cicliste di tutto il mondo, di cui 19 italiane, ventenni ma anche over 60, hanno dato il via da Beirut alla quarta edizione di " Follow the Women", la manifestazione sportiva ideata nel 2005 dalla statunitense Detta Reagan. "Siamo qui per ribadire che noi donne vogliamo la pace e chiediamo agli uomini che la smettano con la guerra perché vogliamo crescere i nostri bambini in un mondo migliore", ha detto all'ANSA di Beirut Luisa Trigila, 67 anni, coordinatrice della compagine di cicliste italiane e rappresentante del gruppo 'Amici della bicicletta' di Padova. La manifestazione si è aperta ieri a Beirut con una cerimonia ufficiale nella sede dell'Unesco e poi è proseguita con la prima pedalata di 35 km del tour mediorientale: da Baaqlin, località nelle montagne druse dello Shuf fino alla capitale libanese. "In ogni località che attraversiamo o in cui ci fermiamo veniamo accolte in modo straordinario", racconta Trigila, alla sua terza edizione di "Follow the Women". "Portiamo un messaggio di pace e riceviamo in cambio gioia, applausi, canzoni, balli, fiori.. non so se meritiamo tutto questo, ma è comunque un segnale positivo che vogliamo opporre alle brutture che invece si associano a questa parte di mondo", continua la veterana ciclista di Padova. Dopo aver percorso un ampio tratto della valle orientale della Bekaa, le 250 donne per la pace, tra cui figurano anche atlete iraniane e palestinesi, sono attese stasera a Damasco, dove domani animeranno la città vecchia e da dove mercoledì partiranno per raggiungere il confine con le Alture siriane del Golan, occupate da Israele da 41 anni. Dopo la Siria, il corteo di cicliste proseguirà in Giordania e quindi nei Territori occupati palestinesi. Qui, il programma prevede una pedalata attraverso il centro di Gerico, una visita nel campo profughi di Aqbat Jaber nell'ambito della settimana di celebrazioni del 60/o anniversario dell'esodo di centinaia di migliaia di palestinesi, la cosiddetta Nakba (Catastrofe), avvenuta in seguito alla nascita dello Stato d'Israele nel 1948. ( ANSA)
 Libano. La guerra unisce due città di confessioni religiose diverse: Toulin, nel sud bombardato, e Batroun nel nord. Nell’estate del 2006, sotto la controffensiva israeliana che colpì duramente il Paese, molte famiglie sciite di Toulin fuggirono nel nord cristiano e furono accolte da famiglie e da parrocchie. Sono nate storie di amicizia e di solidarietà. Ora una grande croce cristiana svetta nella piazza della città sciita a memoria di quei giorni. Rai Mediterraneo VIDEO
 Dai ghiacci dell'Antartide ai padiglioni dell'Hangar Bicocca, la grande installazione ambientale realizzata nel 2007 da Lucy e Jorge Orta è riallestita negli spazi della ex struttura industriale. Pensata dalla coppia anglo-argentina per gli orizzonti immensi e freddi della banchisa polare, l'opera «Antarctic Village - No Borders» evoca un accampamento nomade, con tende multicolori a forma di igloo, rivestite da patchwork composti con bandiere di varie nazioni, cucite insieme ad abiti usati e guanti che alludono alle diversità etniche. Un «villaggio globale», metafora di una nuova Utopia, che sfida i limiti della sopravvivenza, ma anche la possibilità di realizzare un mondo migliore.Un luogo «ideale», protetto da un trattato internazionale di pace, senza conflitti e interessi commerciali; ma anche un territorio privo di confini, dove accogliere i rifugiati di ogni Paese, in fuga per la sopravvivenza. ViviMilano
L'associazione Casa per la Pace di Milano, che ha sede in Via Marco d'Agrate 11, nasce nel 2001 da un gruppo di associazioni milanesi - Gruppo Pace Sant'Angelo, Pace e Dintorni, Loc (Mi), Associazione per la pace (Mi), Beati i Costruttori di Pace (Mi), Milano Mir - riunitesi nell'intento di farsi promotori attivi della pace e della nonviolenza, non solo nei grandi sistemi, ma proprio a partire dalla nostra quotidianità e dal nostro territorio. Da allora altre associazioni si sono aggiunte ed alcune hanno invece terminato la loro attività . L'associazione si pone come spazio di discussione, elaborazione politica, ma anche spazio di realizzazione di attività . L'attività di Casa per la Pace si snoda in diverse iniziative volte alla promozione di una cultura di pace e alla sensibilizzazione e informazione riguardo ai conflitti. Guerre dimenticate. Periodicamente Casa per la Pace organizza iniziative per informare e sensibilizzare riguardo alle guerre che non sono oggetto di attenzione mediatica, invitando esperti impegnati nella zona di conflitto. Le iniziative vengono ospitate dal Civico Polo Liceale "Ghandi" di Milano. Biblioteca. La biblioteca/videoteca conta circa un migliaio di titoli tra libri, materiali audiovisivi, rapporti, atti di convegni, tesi di laurea. I principali temi trattati sono diritti umani, nonviolenza, educazione alla pace, gestione dei conflitti, obiezione di coscienza, disarmo, nucleare, geopolitica. La biblioteca è aperta al prestito e si pone come uno strumento di diffusione di cultura riguardo ai temi che ci stanno a cuore. Gli altri siamo noi. E' una mostra interattiva, periodicamente esposta in scuole e circoli di Milano e dintorni, sul tema della discriminazione, del pregiudizio e del capro espiatorio, pensata per classi di ragazzi dai 9 ai 13 anni, poichè è in questa fase che iniziano ad essere maggiormente evidenti questi meccanismi. Prevede percorsi di lavoro a disposizione degli insegnanti per proseguire la riflessione proposta durante il percorso. Ne sono state prodotte altre quattro copie in Italia e una in Spagna. Ed è già stata visitata da oltre 100mila bambini.Peacereporter
 Sedici ragazzi, otto israeliani e otto palestinesi, insieme per superare le differenze , le diffidenze, ideando un cartone. Nasce così la storia di P.o.p., un supercammello della pace che fa diventare amici chi appartiene a mondi diversi. Uno splendido progetto, nato con il patrocinio del comune di Roma e delle città di Qalqilia e Ramanaa, trasformato in realtà per il festival Castelli Animati. Del cartoon, che ha vinto un premio al festival del cinema di Venezia nel 2004, qui il cortometraggio e qui il documentario che lo accompagna. A questo link altri progetti realizzati dai ragazzi.
 Fino al 2 marzo 2008 si svolgerà il progetto Note di pace promosso dal mensile Confronti e finanziato con l'Otto per mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi). Il progetto a sostegno del dialogo per la pace e la convivenza nell'area mediorientale è giunto, ormai, alla sua terza edizione. Quest’anno vedrà la partecipazione di cinque giovani musicisti palestinesi provenienti dalla scuola luterana Dar Al Kalima di Betlemme, nei Territori palestinesi, e di cinque loro colleghi israeliani provenienti dalla Scuola Superiore regionale di Sasa, nell'alta Galilea. I ragazzi, che non sono dei professionisti, hanno scelto di condividere la loro passione con “l’altro”, con colui che viene generalmente percepito come nemico; la musica diviene quindi veicolo di conoscenza e di condivisione. I giovani musicisti saranno aiutati e diretti dal maestro Dario Arcidiacono. Il progetto offrirà ai ragazzi la possibilità di visitare diverse città italiane e di incontrare un pubblico che ama la musica ma che, soprattutto, crede nella possibilità di un Medio Oriente pacificato. Molti anche gli incontri in scuole superiori italiane. Per informazioni e interviste contattare l’Ufficio Programmi Confronti, Lucia Cuocci, al numero 335 5902338, oppure 06 4820503; e-mail: programmi@confronti.net . Visitate il sito www.confronti.net
Foto by Silvia Morara
La guerra in Nord Uganda vista e disegnata dagli ex bambini soldato durante i corsi di recupero psico-sociale gestiti dalla Ong italiana Avsi. Nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, si apre al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra una mostra che racconta la guerra, la pace e la speranza di un popolo attraverso gli occhi dei bambini rapiti, abusati e costretti ad imbracciare le armi contro familiari, amici e conoscenti. L'esposizione, 'War, Hope and Peace', che sara' inaugurata il 4 marzo - ma aprira' al pubblico gia' il 25 febbraio - si divide in tre sezioni: 'Passato' (in cui si racconta l'orrore della guerr); 'Presente' (con scene di vita nei campi sfollati e l'accoglienza nei centri educativi); 'Futuro' (che raccoglie desideri e aspirazioni dei piccoli ex combattenti: dalla voglia di casa e di una famiglia, al desiderio di tornare a scuola e giocare con i coetanei). Sono circa 300.000 i bambini utilizzati nei conflitti armati nel mondo, la maggior parte dei quali hanno un'eta' compresa tra i 10 e i 14 anni. I piu' fortunati - quelli che riescono a fuggire dalle fila degli eserciti o dai gruppi armati, se inseriti in programmi speciali - riescono quasi sempre a ritornare a una vita normale. Lo scopo principale del supporto psico-sociale offerto da Avsi agli ex bambini soldato e' stato quello di ricostruire i legami affettivi e di sviluppare le capacita' di affrontare e risolvere i problemi, attraverso un lavoro educativo individuale, con le famiglie e con le comunita' di appartenenza. Uno dei primi e piu' efficaci sistemi adottati per far uscire i ragazzi dal loro dramma, hanno riferito da Avsi, e' proprio farli disegnare. In questo modo, "l'educatore vede la vita dei bambini attraverso i loro occhi e, insieme, l'indescrivibile tragedia delle loro esperienze in un mondo che non ha saputo proteggerli". La mostra - sponsorizzata dall'Agenzia per gli aiuti umanitari della Commissione europea (Echo), Comune di Milano, Comitato Expo Milano 2015 e Fondazione Cariplo - e' aperta fino al 14 marzo. (AGI)
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