Contro tutte le guerre
«La sofferenza è la legge degli esseri umani; la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più efficace della legge della giungla per convertire l’avversario e aprirgli le orecchie, altrimenti sorde, alla voce della ragione. Nessuno probabilmente ha redatto più petizioni o abbracciato più cause perse di me, e sono giunto a questa conclusione fondamentale: che se si vuol fare qualche cosa di veramente importante, non basta soltanto soddisfare la ragione, ma bisogna anche toccare il cuore. La ragione si appella soprattutto alla mente, ma la penetrazione del cuore è il risultato della sofferenza. Essa apre l’intelligenza interiore dell’uomo. La sofferenza, non la spada, è il distintivo della razza umana.» Gandhi
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"Fino a quando il colore della pelle, le differenze religiose e di pensiero
saranno più importanti del colore degli occhi, ci sarà sempre la guerra". Bob Marley
Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini. Hafez Haidar, scrittore libanese
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foto di Maria Grazia Marrulli
Soldato
perché mi punti il fucile
voglio solo poter pregare
per la tua anima
soldato
perché mi punti il fucile
non vedi i miei piedi scalzi
non vedi il mio capo rasato
non vedi la mia veste rossa
voglio solo poter pregare
soldato
perché mi punti il fucile
porto solo l’arma della preghiera
porto solo l’arma dell’amore
porto solo l’arma del mio cuore
soldato
perché mi punti il fucile
voglio solo poter pregare
per la tua anima
ascoltala
e abbracciami
senza paura
io ti amo
perché amo tutto ciò che è vita
soldato
perché mi punti il fucile
poesia di Gino …cittadino del mondo... emmeegi
Oltre 50mila persone vestite tutte di bianco hanno assistito oggi al concerto 'Pace senza frontiere', organizzato dal cantante colombiano Juanes sul ponte Simon Bolivar, che unisce la città colombiana di Cucuta con la venezuelana San Antonio. Lo riporta EL Pais. Questo concerto ha voluto suggellare la fine della crisi tra Colombia, Venzuela e Ecuador scoppiata a inizio marzo, dopo l'uccisione in territorio ecuadoriano di uno dei leader delle Farc da parte dei soldati colombiani. Oltre a Juanes, autore del tormentone 'La camisa negra', si sono esibiti anche Miguel Bosé, Alejandro Sanz, Carlos Vives, Juan Luis Guerra, Fernando Velasco e Ricardo Montaner. All'inizio del concerto il cantante colombiano Carlos Vives ha lanciato un appello affinché "tutti gli ostaggi tornino a casa", con riferimento alle persone sequestrate dalle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia). Video
In giro per i blog un nuovo amico Gino …e queste le sue riflessioni da cittadino del mondo... che è consapevole che l'odio produce odio... ...sono i pensieri nati dalla notizia che ha sentito quella mattina “l'uccisione da parte dell'esercito israeliano di un bambino di un mese” . Gino dice... solo l'amore potrà sconfiggere l'odio
Non conosco il tuo nome
e non vedo il tuo volto
ma sento la tua assenza
piccolo bimbo
questo mondo ti ha accolto
per un solo mese
ed ora il tuo futuro
è finito
piccola anima
io ti bene-dico ti ringrazio
e ti affido all’energia dell’universo
piccola anima
hai scelto di vivere in palestina
e in palestina qualcuno ha deciso
che dovevi morire
piccola anima
che la tua energia ci aiuti
a sconfiggere questo odio
e ci restituisca l’amore
che abbiamo scordato
ti bene-dico e ti ringrazio
piccola anima
questa lacrima
sta scendendo per te
Foto di Maria Grazia Marrulli
L'associazione Casa per la Pace di Milano, che ha sede in Via Marco d'Agrate 11, nasce nel 2001 da un gruppo di associazioni milanesi - Gruppo Pace Sant'Angelo, Pace e Dintorni, Loc (Mi), Associazione per la pace (Mi), Beati i Costruttori di Pace (Mi), Milano Mir - riunitesi nell'intento di farsi promotori attivi della pace e della nonviolenza, non solo nei grandi sistemi, ma proprio a partire dalla nostra quotidianità e dal nostro territorio. Da allora altre associazioni si sono aggiunte ed alcune hanno invece terminato la loro attività . L'associazione si pone come spazio di discussione, elaborazione politica, ma anche spazio di realizzazione di attività . L'attività di Casa per la Pace si snoda in diverse iniziative volte alla promozione di una cultura di pace e alla sensibilizzazione e informazione riguardo ai conflitti. Guerre dimenticate. Periodicamente Casa per la Pace organizza iniziative per informare e sensibilizzare riguardo alle guerre che non sono oggetto di attenzione mediatica, invitando esperti impegnati nella zona di conflitto. Le iniziative vengono ospitate dal Civico Polo Liceale "Ghandi" di Milano. Biblioteca. La biblioteca/videoteca conta circa un migliaio di titoli tra libri, materiali audiovisivi, rapporti, atti di convegni, tesi di laurea. I principali temi trattati sono diritti umani, nonviolenza, educazione alla pace, gestione dei conflitti, obiezione di coscienza, disarmo, nucleare, geopolitica. La biblioteca è aperta al prestito e si pone come uno strumento di diffusione di cultura riguardo ai temi che ci stanno a cuore. Gli altri siamo noi. E' una mostra interattiva, periodicamente esposta in scuole e circoli di Milano e dintorni, sul tema della discriminazione, del pregiudizio e del capro espiatorio, pensata per classi di ragazzi dai 9 ai 13 anni, poichè è in questa fase che iniziano ad essere maggiormente evidenti questi meccanismi. Prevede percorsi di lavoro a disposizione degli insegnanti per proseguire la riflessione proposta durante il percorso. Ne sono state prodotte altre quattro copie in Italia e una in Spagna. Ed è già stata visitata da oltre 100mila bambini.Peacereporter
Un ragazzo palestinese tiene in braccio un bimbo tra le rovine di una moschea nella Striscia di Gaza. Ibraheem Abu Mustafa (GAZA)
Un minuto di silenzio e un appello alla mobilitazione contro il silenzio "assordante" che circonda la tragedia di Gaza sono le prime iniziative assunte dalla Tavola della Pace nel corso del Seminario nazionale dedicato alla difesa dei diritti umani che si è tenuto nei giorni scorsi ad Assisi. "Quello che sta accadendo è inumano, brutale e noi non possiamo restare a guardare" – ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. "L’Italia deve agire subito. Lo deve fare l’Europa. Lo deve fare l’Onu. Il silenzio e l’indifferenza ci rende complici. Noi non vogliamo esserlo". Unimondo
La cantante L'Aura sta portando a Sanremo (nella categoria big) la bellissima e coraggiosa canzone "Basta!" contro le guerre e contro la violenza. (...) Oltre al messaggio contenuto nella canzone, l'impegno di L'Aura è garantito dalla sua partecipazione a Rezophonic il progetto musicale/sociale organizzato da Mario Riso al quale hanno aderito circa un centinaio di musicisti italiani in appoggio all'African Medical and Research Foundation (AMREF). Peacelink
«La nonviolenza non è una giustificazione per il codardo, ma è la suprema virtù del coraggioso, richiede molto più coraggio delle pratiche delle armi e presuppone la capacità di colpire. Essa è un cosciente e volontario freno imposto alla propria volontà di vendetta....» Gandhi
 Mezzo secolo e ancora contemporaneo. Compie cinquant'anni il simbolo della pace, composto da una linea verticale e due linee inclinate verso il basso, inscritte in un cerchio. Diventato negli anni uno dei loghi più conosciuti, associato all'America degli anni ‘60 e alla cultura hippie, nasce in realtà in Gran Bretagna nel 1958 come simbolo della Cnd (Campaign for nuclear Disarmement), organizzazione pacifista che aveva tra i suoi promotori il filosofo Bertrand Russell (1872-1970). Il primo utilizzo pubblico del simbolo risale infatti alla marcia di Aldermaston, località sede di una base militare e di una fabbrica di armi nucleari, in Inghilterra, come descritto in un articolo sulla manifestazione dal ‘Manchester Guardian’. A inventare il simbolo, che è riuscito a imporsi sul suo più diretto concorrente, la colomba della pace di Picasso, è stato Gerald Holtom. Obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale, decisione non scontata per quei tempi, Holtom, al termine del conflitto si avvicinò al Cnd diventandone presto attivista. Ai membri dell’organizzazione propose uno strano logo disegnato, qualche tempo prima, in nome della pace. L’idea nacque dopo aver studiato l'opera di Goya sui popolani madrileni fucilati dalle truppe di Napoleone. In particolare, la sua attenzione cadde su due personaggi: uno morto con le braccia abbassate e un altro vivo con le braccia alzate. Stilizzando tali posizioni e ispirandosi alla gestualità che i marinai utilizzano per comunicare a distanza tramite le bandierine (la lettera ‘N’ di ‘nuclear’, indicata dalla linea verticale, la lettera ‘D’ di ‘disarmament’, corrispondente alle linee inclinate, e il cerchio che rappresenta la parola ‘globale’), realizzò il simbolo della pace che i pacifisti inglesi riprodussero durante le marce da Londra ad Aldermaston. Adnkronos
pubblicato venerdì, 08 febbraio 2008, 14:16 in no war

La fotografia di un soldato statunitense in un bunker afghano è il miglior scatto dell'anno. L'immagine, colta dal britannico Tim Hetherington per la rivista Vanity Fair, ha vinto la 51esima edizione del World Press Photo, uno dei più prestigiosi premi foto-giornalisti del mondo. Mostra lo «sfinimento di un uomo, e lo sfinimento di una nazione», ha spiegato la giuria nel fornire le motivazioni della sua scelta. Tutte le foto
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