Contro tutte le guerre
«La sofferenza è la legge degli esseri umani; la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più efficace della legge della giungla per convertire l’avversario e aprirgli le orecchie, altrimenti sorde, alla voce della ragione. Nessuno probabilmente ha redatto più petizioni o abbracciato più cause perse di me, e sono giunto a questa conclusione fondamentale: che se si vuol fare qualche cosa di veramente importante, non basta soltanto soddisfare la ragione, ma bisogna anche toccare il cuore. La ragione si appella soprattutto alla mente, ma la penetrazione del cuore è il risultato della sofferenza. Essa apre l’intelligenza interiore dell’uomo. La sofferenza, non la spada, è il distintivo della razza umana.» Gandhi
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"Fino a quando il colore della pelle, le differenze religiose e di pensiero
saranno più importanti del colore degli occhi, ci sarà sempre la guerra". Bob Marley
Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini. Hafez Haidar, scrittore libanese
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 Ieri in Brasile, nel Parque do Flamengo - una delle mete preferite dai carioca durante il fine settimana -, il movimento Rio de Paz ha piantato 2000 croci bianche, corrispondenti al numero di morti ammazzati per le strade di Rio de Janeiro nel 2008. Il movimento Rio de Paz aveva già piantato migliaia di croci sulla spiaggia di Copacabana l'anno scorso, sempre con le stesse finalità. Intanto, in uno slum di Rio chiamato la Città di Dio - reso famoso da un film dal titolo omonimo -, la polizia brasiliana ha ucciso almeno 11 persone durante un blitz contro presunti trafficanti di droga. Nella sparatoria è stata ammazzata anche una passante e altre due donne sono rimaste ferite. Video
foto di Maria Grazia Marrulli
Soldato
perché mi punti il fucile
voglio solo poter pregare
per la tua anima
soldato
perché mi punti il fucile
non vedi i miei piedi scalzi
non vedi il mio capo rasato
non vedi la mia veste rossa
voglio solo poter pregare
soldato
perché mi punti il fucile
porto solo l’arma della preghiera
porto solo l’arma dell’amore
porto solo l’arma del mio cuore
soldato
perché mi punti il fucile
voglio solo poter pregare
per la tua anima
ascoltala
e abbracciami
senza paura
io ti amo
perché amo tutto ciò che è vita
soldato
perché mi punti il fucile
poesia di Gino …cittadino del mondo... emmeegi
Un ragazzo palestinese tiene in braccio un bimbo tra le rovine di una moschea nella Striscia di Gaza. Ibraheem Abu Mustafa (GAZA)
Un minuto di silenzio e un appello alla mobilitazione contro il silenzio "assordante" che circonda la tragedia di Gaza sono le prime iniziative assunte dalla Tavola della Pace nel corso del Seminario nazionale dedicato alla difesa dei diritti umani che si è tenuto nei giorni scorsi ad Assisi. "Quello che sta accadendo è inumano, brutale e noi non possiamo restare a guardare" – ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace. "L’Italia deve agire subito. Lo deve fare l’Europa. Lo deve fare l’Onu. Il silenzio e l’indifferenza ci rende complici. Noi non vogliamo esserlo". Unimondo
"La costruzione del Muro edificato da Israele, potenza occupante, nel territorio palestinese occupato, ivi compreso l'interno e intorno a Gerusalemme Est, e il regime che gli è associato, sono contrari al diritto internazionale" . Corte Internazionale di Giustizia, 9 luglio 2004

Il VIS propone: La mostra: "Un Muro non Basta" a Roma dall'11 al 28 Gennaio Vetrina di Roma, Piazza dei Cinquecento. Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 18.00. L'organizzazione non governativa VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo opera in Palestina da quasi vent'anni. E' un organismo fondato nel 1986 e promosso dal Centro Nazionale Opere Salesiane. Si occupa principalmente di formazione ed educazione, sia professionale, sia più avanzata, come nel caso di Betlemme, dove coordina un programma di master post laurea con l'Università locale. Inoltre è molto attivo nel settore della sensibilizzazione e dell'Educazione allo Sviluppo. Da oltre due anni conduce in tutta Italia una campagna di informazione itinerante sulla questione del muro di separazione in Cisgiordania dal titolo "Un Muro non Basta", composta da una mostra fotografica con oltre 100 pannelli di grandi dimensioni, materiale didascalico, pannelli informativi e materiale video realizzato dall'Alternative Information Centre e dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. La campagna ha già visitato 22 città Italiane, tra cui alcuni importanti capoluoghi di provincia, raggiungendo oltre 30.000 persone. La mostra sarà esposta a Roma, dall'11 al 28 gennaio 2008, presso la struttura Vetrina Roma, in piazza dei Cinquecento. Il giorno 11 Gennaio alle ore 11.30 verrà inaugurata la Mostra. Saranno presenti: · Massimo Zortea, Presidente del VIS · Andrea Merli, Volontario VIS e autore della mostra · Rappresentante Comune di Roma · Don Ferdinando Colombo, Vice Presidente VIS · Samir Al Qaryouti, Presidente della Comunità Palestinese a Roma · Rappresentante di Ebrei contro l'Occupazione A seguire un piccolo aperitivo. Per ulteriori informazioni: Maria Rosaria Micale VIS - Ufficio Pubbliche Relazioni Tel. 06 51 62 91 - E-mail: mmicale@volint.it
 Alla fine di ottobre, il governo di Israele ha ordinato di ridurre drasticamente alla Striscia di Gaza le forniture di carburante, assolutamente indispensabile a produrre elettricità. Per purificare l'acqua, perché funzionino le pompe, e per il trattamento delle acque reflue, è indispensabile avere energia. In carenza di carburante, di elettricità, di pezzi di ricambio per le apparecchiature (lo Stato di Israele controlla tutte le importazioni), gli abitanti della Striscia di Gaza non hanno sufficiente acqua pulita. Se questa manca, e non sono adeguatamente trattati gli scarichi fognari, è più facile che si verifichino malattie pericolose, del tutto prevenibili. Fra le altre conseguenze, vi sono la carenza di energia in settori critici come gli ospedali, le farmacie, gli ambulatori e le ambulanze, come pure nelle scuole e nelle abitazioni. Mancando l'elettricità, i frigoriferi non funzionano, e il cibo si decompone. Il protratto assedio alla Striscia di Gaza ha avuto come effetto una grave carenza di farmaci e di forniture sanitarie. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), alla fine del mese di novembre del 2007 mancavano 85 farmaci essenziali. Per l'insufficiente fornitura di parti di ricambio, le apparecchiature sanitarie non possono essere riparate. Gli apparecchi per la dialisi, la ventilazione artificiale, la cardiologia ed il laboratorio analisi non funzionano in modo adeguato; mancano le provette. Il governo israeliano ha interrotto la fornitura di altri beni essenziali, come il materiale per la pulizia, la carta igienica, le lenzuola, le coperte, la carta ecc., sostenendo che sono “non necessari”. Per chiunque lavori nella sanità, l'affermazione è insostenibile; queste carenze rendono impossibile il regolare funzionamento degli ospedali. Tali misure costituiscono una punizione collettiva, vietata dalla legge internazionale; equivalgono altresì al trattare in modo inumano una popolazione civile, la metà della quale è costituita da bambini. Si aggiunga che è stato colpito chi è molto vulnerabile: due terzi degli abitanti della Striscia di Gaza vivono già ora in una miseria estrema. Non occorrono lunghe riflessioni per comprendere che questi provvedimenti possono causare, in tempi brevi, epidemie. Ebrei Europei per una pace giusta, una federazione di gruppi europei di dieci Paesi, chiede all'OMS di insistere perché Israele annulli la minaccia di una guerra biologica e medica contro la popolazione di Gaza. Si uniscono a noi, in questa richiesta, altre organizzazioni ebraiche, così come operatori sanitari di ogni parte del mondo. Ebrei contro l'occupazione
 “Rendere i diritti umani patrimonio universale ed elemento fondante della costruzione della società al di là di ogni frontiera geopolitica e culturale". Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, celebra oggi la Giornata mondiale dei Diritti Umani. "L'imminenza del sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo - continua Bertinotti in un messaggio inviato all’Università di Padova - induce ad una riflessione critica su quanto rimane ancora disatteso del suo contenuto”. La Giornata mondiale dei Diritti Umani, che si celebra oggi in tutto il mondo, ricorda il giorno in cui la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani venne adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948. Il tema di quest’anno è “Combattere la povertà è più un dovere, che una questione di compassione”. Il dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità ha organizzato una serie di eventi come “spunto per una riflessione critica sullo stato attuale dei diritti umani nel mondo, sulla libertà, l'uguaglianza, la dignità delle persone, la lotta contro ogni forma di discriminazione”. Le celebrazioni si aprono oggi con la mostra “ Vignette dal mondo per i Diritti Umani" all'Auditorium Parco della Musica di Roma, che raccoglie disegni dei più autorevoli vignettisti/editorialisti di 25 Paesi del mondo. L’evento e la mostra si collegano a Disegnare per la pace, l’iniziativa concepita nel 2006 dall’ex-Segretario Generale ONU,Kofi Annan, e dall’editorialista francese Plantu. Sarà lanciata anche la campagna "Dignità e Giustizia per tutti" dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani. Rainews24
Ieri sera ho trovato questa mail nell'e.box...la posto qui, nella speranza che qualcuno mi dica che è una bufala, che non può essere vero,che è una bambola, che devo cambiare gli occhiali da vista....insomma...che qualcuno riesca a togliermi di dosso questo senso di orrore! Rosanna
La redazione: grazie anche al contributo dei lettori, è stato possibile risalire all'origine delle foto: la rivista Marie Claire, edizione USA, di giugno 2001. L'articolo è firmato da Abigail Haworth. link
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