Contro tutte le guerre
«La sofferenza è la legge degli esseri umani; la guerra è la legge della giungla. Ma la sofferenza è infinitamente più efficace della legge della giungla per convertire l’avversario e aprirgli le orecchie, altrimenti sorde, alla voce della ragione. Nessuno probabilmente ha redatto più petizioni o abbracciato più cause perse di me, e sono giunto a questa conclusione fondamentale: che se si vuol fare qualche cosa di veramente importante, non basta soltanto soddisfare la ragione, ma bisogna anche toccare il cuore. La ragione si appella soprattutto alla mente, ma la penetrazione del cuore è il risultato della sofferenza. Essa apre l’intelligenza interiore dell’uomo. La sofferenza, non la spada, è il distintivo della razza umana.» Gandhi
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"Fino a quando il colore della pelle, le differenze religiose e di pensiero
saranno più importanti del colore degli occhi, ci sarà sempre la guerra". Bob Marley
Sogno di vivere in un mondo senza frontiere e senza paure dove la guerra è un ricordo di un vecchio passato. Sogno di vivere in un mondo dove non esistono bombe né kamikaze, dove una madre non versa lacrime sul viso insanguinato di un neonato. Sogno di vivere in un mondo dove gialli neri bianchi e rossi si tengono tutti per mano, dove cristiani musulmani ed ebrei pregano nello stesso luogo, illuminati dalla stessa luce che irradia tutti i giorni i cuori dei bambini. Hafez Haidar, scrittore libanese
pubblicato venerdì, 09 maggio 2008, 20:56 in bambini
 Per raccontare una tragedia non è sempre necessario "vedere" le vittime. A volte anche quello che c'è intorno al dramma può contribuire a spiegarne la violenza. Come nel caso di queste immagini in esclusiva per Repubblica.it. Arrivano dalla Birmania le prime foto scattate dagli operatori di Save the Children che documentano l'immediato intervento dell'organizzazione internazionale nei tre sobborghi più colpiti di Rangoon. Alcune di queste immagini sembrano una spietata contraddizione tra il numero crescente delle vittime e il sorriso "inconsapevole" che sfugge ai bambini ripresi in alcune di queste foto. Un sorriso che sembra voler esorcizzare la tragedia. Presente nel paese da 13 anni lo staff di Save the Children sta in queste ore distribuendo cibo, acqua potabile, teli di plastica, sali per la reidratazione a circa 50.000 fra bambini e famiglie. AGIRE-Agenzia Italiana di Risposta alle Emergenze, di cui fanno parte Action Aid, Save the Children, Terre des Hommes, Vis, ha lanciato una raccolta fondi in soccorso alle vittime del ciclone. Per contribuire: www.agire.it Bambini colpiti dalla catastrofe a Shwepyithar
pubblicato domenica, 23 marzo 2008, 04:02 in bambini

La mia sorellina più piccola dice di avere cinque anni, ma con le dita fa il segno di quattro; inventa delle parole senza senso, e poi mi racconta che in inglese può significare "garage".
La mia sorellina più piccola invece di chiedermi milioni di 'perché?' mi apostrofa di continuo con i suoi 'ma tu lo sai cosa vuol dire linguaccia/luce/avec?' poi con calma me lo spiega.
La mia sorellina più piccola mi guarda come se la sapesse più lunga di sua nonna (che poi è anche la mia). Se rido per qualcosa che ha detto, diventa seria, mi guarda torvo e dice: 'guarda che non ti ho mica fatto il solletico che ridi!'
La mia sorellina più piccola giocando mi dice cose che mi lasciano come uno stupido, perché i bambini ti sgamano sempre se menti e se colpiscono non feriscono, affondano.
In giro per i blog un nuovo amico Gino …e queste le sue riflessioni da cittadino del mondo... che è consapevole che l'odio produce odio... ...sono i pensieri nati dalla notizia che ha sentito quella mattina “l'uccisione da parte dell'esercito israeliano di un bambino di un mese” . Gino dice... solo l'amore potrà sconfiggere l'odio
Non conosco il tuo nome
e non vedo il tuo volto
ma sento la tua assenza
piccolo bimbo
questo mondo ti ha accolto
per un solo mese
ed ora il tuo futuro
è finito
piccola anima
io ti bene-dico ti ringrazio
e ti affido all’energia dell’universo
piccola anima
hai scelto di vivere in palestina
e in palestina qualcuno ha deciso
che dovevi morire
piccola anima
che la tua energia ci aiuti
a sconfiggere questo odio
e ci restituisca l’amore
che abbiamo scordato
ti bene-dico e ti ringrazio
piccola anima
questa lacrima
sta scendendo per te
Foto di Maria Grazia Marrulli
Foto by Silvia Morara
La guerra in Nord Uganda vista e disegnata dagli ex bambini soldato durante i corsi di recupero psico-sociale gestiti dalla Ong italiana Avsi. Nel sessantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, si apre al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra una mostra che racconta la guerra, la pace e la speranza di un popolo attraverso gli occhi dei bambini rapiti, abusati e costretti ad imbracciare le armi contro familiari, amici e conoscenti. L'esposizione, 'War, Hope and Peace', che sara' inaugurata il 4 marzo - ma aprira' al pubblico gia' il 25 febbraio - si divide in tre sezioni: 'Passato' (in cui si racconta l'orrore della guerr); 'Presente' (con scene di vita nei campi sfollati e l'accoglienza nei centri educativi); 'Futuro' (che raccoglie desideri e aspirazioni dei piccoli ex combattenti: dalla voglia di casa e di una famiglia, al desiderio di tornare a scuola e giocare con i coetanei). Sono circa 300.000 i bambini utilizzati nei conflitti armati nel mondo, la maggior parte dei quali hanno un'eta' compresa tra i 10 e i 14 anni. I piu' fortunati - quelli che riescono a fuggire dalle fila degli eserciti o dai gruppi armati, se inseriti in programmi speciali - riescono quasi sempre a ritornare a una vita normale. Lo scopo principale del supporto psico-sociale offerto da Avsi agli ex bambini soldato e' stato quello di ricostruire i legami affettivi e di sviluppare le capacita' di affrontare e risolvere i problemi, attraverso un lavoro educativo individuale, con le famiglie e con le comunita' di appartenenza. Uno dei primi e piu' efficaci sistemi adottati per far uscire i ragazzi dal loro dramma, hanno riferito da Avsi, e' proprio farli disegnare. In questo modo, "l'educatore vede la vita dei bambini attraverso i loro occhi e, insieme, l'indescrivibile tragedia delle loro esperienze in un mondo che non ha saputo proteggerli". La mostra - sponsorizzata dall'Agenzia per gli aiuti umanitari della Commissione europea (Echo), Comune di Milano, Comitato Expo Milano 2015 e Fondazione Cariplo - e' aperta fino al 14 marzo. (AGI)
pubblicato mercoledì, 09 gennaio 2008, 14:49 in bambini
 La Comunità raggruppa ad oggi circa 1300 contadini, che abitano in borghi sparsi nel nord-ovest della Colombia, i quali si sono costituiti in Comunità di Pace in seguito ai massacri e ai conseguenti sfollamenti forzati che hanno colpito tra la fine del 1996 e l’inizio del 1997 la regione. Di fronte alla violenza, da qualunque parte perpetrata, i contadini di San José hanno voluto darsi regole diverse: niente armi, lavoro comunitario, autoconsumo, autogoverno su base democratica e partecipativa. Pagando in prima persona un prezzo altissimo. Testimonedipace
 Una strofa della tradizionale e cattolicissima canzone natalizia «Astro del ciel» cantata in arabo, come in albanese, cinese, croato, portoghese e polacco ( ascolta). Segnali di integrazione nello spettacolo messo in scena ieri dagli scolari dell'elementare di via Papa Luciani. Dopo le polemiche degli scorsi anni sul contenuto delle recite sotto l'albero, da Susegana arriva un segnale di apertura. «Astro del ciel, pargol divin, mite agnello redentor, luce dona alle menti, pace infondi nei cuor»: questa una parte della canzone cantata ieri dai bimbi della scuola elementare suseganese. Niente di strano, visto che in questo periodo fioccano le recite, gli spettacoli e gli eventi natalizi, religiosi e non. Lo spettacolo in questione, dal titolo «Auguri in musica», è stato però un vero segnale di integrazione. Dei 186 alunni, una cinquantina circa sono stranieri. Ed è per questo che i piccoli hanno cantato la cattolicissima «Astro del ciel» nelle loro lingue madri: in croato, cinese, albanese, portoghese, polacco e anche in arabo. La preparazione della recita ha coinvolto anche i genitori. Le insegnanti hanno infatti mandato a casa una comunicazione nella quale veniva richiesto ai genitori stranieri di tradurre nella loro lingua le strofe della canzone. E nessuno, nemmeno le famiglie di credo musulmano, ha avuto niente da ridire, traducendo la frase per i figli. E così ieri pomeriggio «Stille Nacht», la nota canzone natalizia di origine tedesca conosciuta in Italia con il titolo di «Astro del Ciel», è stata cantata anche in arabo. Nel corso del progetto del plesso scolastico riguardante l'educazione ambientale, vi è stata, proprio in occasione del concerto, la composizione di un presepio e di un albero di Natale realizzati in materiali riciclati. Accanto a questo aspetto di rispetto dell'ambiente, la scuola ha voluto devolvere le offerte raccolte durante l'evento affollatissimo di ieri pomeriggio a un piccolo in difficoltà. Il denaro raccolto verrà donato a Mauro, il bimbo di Susegana affetto da una malattia genetica, che colpisce i muscoli e non gli permette di camminare. Dopo il primo ciclo di costose cure all'estero, il piccolo ha bisogno di altre terapie. Bambini che aiutano bambini, dunque, nel più forte spirito natalizio. TribunadiTreviso
pubblicato lunedì, 17 dicembre 2007, 21:44 in bambini
Foto dell'anno Unicef. Fra le immagini premiate: bambini vittime delle bombe in Palestina. Foto di Hatem Moussa dell'Ap.
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